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GiOVEDI’ 7 AGOSTO MONTE PESCOFALCONE DALLA RAVA DI FERRO

C’è vita sulla Luna?
Si  lo abbiamo scoperto e ne abbiamo avuto conferma.
Giovedì 7 Agosto siamo decollati dal piazzale/poligono della Lama Bianca seguendo la rotta del sentiero B5 del Parco Nazionale della Majella.
La partenza è stata faticosa , la progressione lenta ma costante sulla Rava del Ferro scavata dall’ acqua fino ad arrivare al sentiero P che porta a dx verso il monte Amaro e a sx al Pesco Falcone .


Nella salita le macchine diventavano sempre più piccole e scomparivano, la vegetazione si diradava
lasciando spazio a ghiaia, sassi e erba sempre più rada assieme all’altezza aumentava  la severità del paesaggio con vista su torri , piccoli gendarmi e l’orizzonte della cresta per poi  allunare  alla fine della Rava su una piccola valle con un ‘ aspetto selenitico  e visioni detritiche modellate da antichi ghiacciai .
L ‘ avvicinamento al Pesco Falcone ci ha portati in cresta con viste  lontane e da sogno ma in questo tragitto ecco la vita di cui avevamo avuto un anticipazione nella salita : camosci al pascolo a fronte degli Appennini Lunari con l’ Acquaviva, il Focalone e  il Pelino camminando tra  stelle alpine appenniniche .

Ma l’uomo era mai arrivato qua’ ci sono tracce del suo passaggio? a guardare bene c’è un LEM rosso (Bivacco Pelino ) forse abbandonato da una delle tante esplorazioni lunari eccolo lassù sulla cima del monte Amaro
rosso tra roccette che sembrano omini e omini che  sembrano roccette  dove, a guardare bene, hanno piccoli movimenti seguendoli con lo sguardo alla fine di quella lunga cresta dove c’è la vetta.

Ebbene per i nostri occhi e la nostra mente abituati alla vista dei boschi e dell’ acqua della Laga o delle Rocce del Gran Sasso questo è un paesaggio onirico :un paesaggio a cui non siamo abituati, solcato da montagne clastiche e profonde, lande valli glaciali quasi mari selenici e profonde doline a mo’ di crateri meteoritici che attraggono proprio per la desolatezza, l’assenza d’acqua in una atmosfera sospesa quasi l’ aria mancasse in un mondo di regolite (polvere e detriti che ricoprono i pianeti rocciosi).
Qui è facile che la mente si possa perdere perché arrivano nuovi stimoli sensoriali , nuove bellissime e misteriose  sensazioni  da cui bisogna fare fatica ,rapiti,  a distaccarsi per tornare sulla Terra, ma noi purtroppo siamo dovuti riscendere lasciando i nostri occhi lassù come astronauti.

La discesa è stata lenta e anche forse più difficoltosa della salita ma contenti direi soddisfatti per essere andati sulla Luna e con la consapevolezza che quelle immagini, come si vede nelle bellissime foto, le porteremo sempre nella nostra mente .
Allora grazie a tutti i soci/astronauti che hanno partecipato , condiviso e  sopportato con levita’ la fatica per avere questa grande soddisfazione .
Buona montagna.

Testo G.U- Tutte le foto sono di F. Aquilini  ad eccezione di quelle in cui compare il nome di  G. Finocchietti

 

 

 

 

FOTO G. FINOCCHIETTI

FOTO G. FINOCCHIETTI

FOTO G. FINOCCHIETTI

FOTO G. FINOCCHIETTI

FOTO G FINOCCHIETTI

FOTO G. FINOCCHIETTI