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GIOVEDI’ 25 GIUGNO MONTE MORRONE CIMA SULMONA MISTICISMO E IMPEGNO CIVILE

Il gruppo si è mosso compatto la mattina presto da Roccacaramanico, imboccando il sentiero che sale alle spalle del borgo. Il primo tratto nella fitta faggeta del Parco Nazionale della Majella è stato affrontato con il passo lento e cadenzato concedendosi numerose pause  per respirare l’aria fresca e ammirare la vegetazione. A quota 1670 metri la transizione ecologica è netta: il bosco lascia spazio ai pascoli e al carsismo fino a arrivare all’altopiano dello Iaccio della Madonna (1786 m), dove pascolano cavalli  e bovini allo stato brado.  Superando  le doline superficiali e un parziale aggiramento  siamo saliti sulla cresta, esposta ai venti occidentali,  raggiungendo  in successione la croce sommitale del Monte Morrone (2061 m) e la panoramica cresta di Cima Sulmona (2001 m), punti di osservazione privilegiati sulla Valle Peligna e sul Gran Sasso. Da quassù, la vastità del panorama a 360 gradi sulla Valle Peligna e sulle pareti della Majella ha ripagato l’impegno di tutti. qui si respira l”aria mistica e solenne che respirò l’eremita Pietro da Morrone diventato poi Papa Celestino V. Qui  tra queste rocce e nei valloni più nascosti il   Pontefice visse per anni in assoluta ascesi e preghiera, nel silenzio dei crinali, dove la vastità dello spazio invita naturalmente alla riflessione. Silenzio che diventa ancor più assordante e interiore  quando  si attraversa la zona di Mandra Castrata dove  il pensiero  va   alle giovani Diana e Tamara vittime della violenza umana su questi crinali  selvaggi , solitari  e muti.
Abbandonata l’alta quota ecco la  discesa  lungo i tornanti della Rava dell’Inferno (sentiero Q6), siamo sopra Roccacaramanico  con  il borgo bellissimo sotto di noi   e scendendo  ecco la spettacolare vista sulla Majella che si gode dalla piazzetta che ci riporta   tra i vicoli accoglienti del paese  in compagnia della luce  pomeridiana    che cambia la visione del paesaggio.
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Il borgo oggi quasi completamente spopolato, si presenta magnificamente recuperato e restaurato. Il paese è una  terrazza panoramica sospesa sulla Valle dell’Orta, posizionato proprio di fronte al versante nord-occidentale del massiccio. Davanti a  noi le pareti calcaree e le imponenti cime della “Montagna Madre” si stagliano nettamente sopra il fitto anfiteatro di boschi e faggete secolari, regalando un contrasto cromatico impressionante tra il bianco della roccia viva e il verde della vegetazione.
L’escursione è finita ?NO
Ancora  c’è   voglia di fermarsi, di indugiare , di  girovagare per le viuzze    che rivela  proprio lo spirito   che ci ha accompagnato: fatto   di parole,   aneddoti . pause di silenzio contemplativo, ascoltando il  vento dei  crinali  e  affrontando  il cammino  come un   momento di benessere psicofisico e profonda rigenerazione.. TESTO G.U. FOTO GU. e F.S. AQUlLINI
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