-

Nessuno resta indietro: il CAI Scuola porta l’inclusione in montagna

Lo scorso 21 maggio è stata una giornata intensa e ricca di emozioni per il CAI Scuola, all’insegna della scoperta del territorio, della condivisione e soprattutto dell’inclusione.

Mentre due classi del Convitto “M. Delfico” visitavano l’Eremo dell’Annunziata, punto di partenza del Cammino delle Sette Madonne Sorelle — un suggestivo itinerario di 128 km che attraversa sette località montane dell’Appennino teramano toccando altrettanti santuari dedicati alla Madonna — due classi prime del Liceo Scientifico “A. Einstein” di Teramo vivevano una bellissima esperienza lungo il sentiero che collega Poggio Valle, frazione di Torricella Sicura, al Rifugio del Pastore.

Una giornata che ha rappresentato ancora una volta il vero spirito del CAI: fare della montagna un luogo aperto a tutti, senza barriere fisiche o sociali, dove ciascuno possa sentirsi parte del gruppo e vivere pienamente l’esperienza del cammino.

Le classi del Convitto hanno iniziato la giornata con la visita alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, per poi raggiungere l’Eremo dell’Annunziata sul colle San Marcello. Qui i ragazzi si sono fermati a respirare l’aria fresca della montagna, ad ammirare uno splendido panorama. ascoltando la storia dell’Eremo.

Rientrati a Fano, hanno poi visitato il suggestivo Presepe animato, che ha affascinato tutti con le sue scenografie e le sue animazioni. La giornata si è conclusa in allegria con giochi presso il campetto comunale, grazie alla calorosa ospitalità del sindaco.

Nello stesso giorno, le due classi dell’Einstein hanno affrontato il percorso che, partendo da Poggio Valle, conduce al Rifugio del Pastore, con la joelette messa a disposizione da Paola Casati, che gestisce il B&B “Pappappero” a Padula di Cortino. Guidati dai soci accompagnatori del CAI, i ragazzi hanno camminato insieme in totale sicurezza, con un obiettivo semplice ma fondamentale: non lasciare indietro nessuno.

Ed è proprio questo il senso più bello della giornata. La joelette non è stata soltanto uno strumento utile per affrontare il sentiero, ma il simbolo concreto di una montagna che può davvero diventare accessibile e inclusiva, trasformando l’escursione in un’esperienza di grande valore formativo.

Arrivati al Rifugio del Pastore, i ragazzi sono stati accolti con acqua, caffè e dolci dalla fantastica Romina. Successivamente, un gruppo si è fermato per parlare di ambiente, orientamento e speleologia, mentre un altro ha proseguito l’escursione verso il Monte della Farina.

È stata una giornata fatta di passi, panorami e incontri, ma soprattutto di inclusione autentica: quella che nasce spontaneamente quando si cammina insieme, condividendo fatica, entusiasmo e bellezza.