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MONTE DELLA FARINA E I BORGHI DIMENTICATI DOMENICA 14 DICEMBRE

 

 

 

Questa è la piccola cronaca  riflessiva  di una giornata vissuta nei nostri territori : una escursione da Valle Piola , paese abbandonato nel comune di Torricella,   in cresta fino alla cima del Monte della Farina e ritorno a Valle Piola dal borgo semi-abbandonato di Acquaratola  con un bel Sole caldo e inusuale per il mese di Dicembre.
L’ escursione di Domenica 14 Dicembre è la dimostrazione che non si finisce mai di scoprire il territorio dove si abita, è che non sempre l’ andare in montagna significa salire su vette alte e blasonate solo per arricchire il proprio album di conquiste. Si è così, si può fare , si può andare sulle Terre Alte alla ricerca di panorami e borghi nella natura su sentieri inusuali e poco battuti , si può camminare per riappropriarsi dei luoghi  che ci circondano aumentando la conoscenza degli ambienti naturali e cercando di riscoprire anche qual’ è la loro storia , si può intuire la vita di chi li popolò, i loro usi e i loro costumi e ancora  si possono  vedere le tracce  delle   genti resilienti che hanno popolato questi luoghi per ritrovare quelle che sono le nostre radici.
Dunque si può camminare entrando in intimità e in sintonia con i luoghi e   il territorio attraversati sentendosi  parte di  essi e tornando come in un transfer alle nostre radici lontane, ai lunghi inverni , alle donne operose e agli uomini laboriosi, ai briganti e ai pastori, alle magre culture di farro e patate  , alla legna e al coltivo dei boschi , alle occupazioni straniere, agli scarsi commerci ,alle feste che scandivano le stagioni , alle carenti e inesistenti vie di comunicazione che hanno portato all’ isolamento geografico e poi allo spopolamento.
Di tutto questo abbiamo avuto la sensazione  dal vivo sul nostro percorso Domenica 14 Dicembre   e poi la conferma quando abbiamo   visitato  e percorso  il Museo delle Genti della Laga a Torricella Sicura, gestito in maniera encomiabile e tra mille difficoltà  da Gino di Benedetto,

Si abbiamo  proprio percorso  il museo    ritrovando   la rappresentazione animata dei luoghi visti nell’escursione  e come in un  mosaico  , gli oggetti , i mestieri, le abitazioni, le usanze, i costumi , i suoni dei villaggi,  i motti del nostro dialetto e perfino le feste  hanno preso vita  rioccupando come tesserine i vuoti nel quadro della nostra memoria.

Proprio perché si chiama memoria e per come essa sia fugace avremo quindi  bisogno di visitare più spesso  quello che è vicino a noi, senza allontanarci troppo da dove viviamo, come in questa bella Domenica  aggiungendo al cammino e al museo , sicuramente in perfetta sintonia ,  la degustazione gradita   dei   Maccheroni alla  chitarra conditi con sugo  e pallottine ,  piatto   storico della tradizione  gastronomica Teramana  come  preparavano  le donne di quei tempi   già dal giorno prima dei matrimoni o delle feste.

TESTO G.U. FOTO AHMED MAJDOULI