LE GRANDI CRESTE DI CAMPO FELICE
SULLE ALI DEI GRIFONI: LA GRANDE CAVALCATA DELLE CRESTE DI CAMPO FELICE
Cosa provano i grifoni quando veleggiano alti nel cielo sopra i nostri monti? Le creste che abbiamo percorso in questa eccezionale escursione ci hanno regalato l’illusione di provare le stesse identiche sensazioni, camminando sul filo del crinale sospesi tra due vallate, con le vette dell’Appennino a fare da cornice a ogni angolo dell’orizzonte.
Partendo da Campo Felice, abbiamo affrontato una lunga e panoramica traversata nel settore occidentale del gruppo Velino-Sirente. Un itinerario d’alta quota in ambiente aperto che ci ha portato a percorrere due delle dorsali più spettacolari del territorio, raggiungendo ben 5 vette sopra i 2000 metri. Il percorso si è svolto per la gran parte su sentieri di cresta, alternando tratti erbosi, pietraie e ampie selle carsiche, con lo sguardo costantemente rivolto verso il Gran Sasso, il Monte Velino, il Costone, il Monte Ocre e l’intero Altopiano Aquilano.
Il Diario di Viaggio: passaggi e cronoprogramma
- La salita alle Cimate di Pezza
L’avventura inizia alle 8:20 dalla rotonda nei pressi degli impianti di risalita e del laghetto di Campo Felice (circa 1550 m slm). Da qui attacchiamo i pendii boscosi risalendo la pista da sci “Toro”, fino a raggiungere lo Chalet degli Innamorati (circa ore 9:00).
Dopo un breve traverso verso destra, proseguiamo la salita lungo la pista “Giovanni Paolo II” fino alla vetta del Colle del Nibbio (1917 m). Svoltiamo quindi a destra in direzione ovest, imboccando il sentiero 1B: la dorsale si fa subito affascinante e il panorama guadagna spazio a ogni passo. Alle 9:57 tocchiamo Punta dell’Azzocchio (1992 m) e continuiamo sulla dorsale ben visibile, un continuo e divertente saliscendi su fondo misto di erba e detriti. Seguendo il filo di cresta, conquistiamo in sequenza:
- Cimata di Pezza est(2074 m) – ore 10:53
- Cimata di Pezza ovest(2132 m)
- Cimata del Puzzillo(2140 m)
Dopo quest’ultima vetta, una discesa tecnica tra ripide roccette ci conduce al leggendario Rifugio Vincenzo Sebastiani (2102 m), storico presidio appenninico adagiato alle pendici del Velino, dove ci concediamo una meritata sosta per rifocillarci.
- Il cuore della traversata: il Monte Puzzillo
Rimessici in cammino alle 12:48, puntiamo verso nord seguendo inizialmente il sentiero 1C. Con una traversata a mezza costa scendiamo nella suggestiva Valle Leona, sfilando sotto il Passo della Torricella e le pendici della Cima del Morretano. Intercettato il sentiero 5A, lo seguiamo fino a raggiungere il Passo del Morretano (1983 m) alle ore 14:03.
Qui ci aspetta l’ultimo sforzo importante della giornata: un ripido tracciato che risale direttamente i pendii del Monte Puzzillo (2174 m). Ci inerpichiamo per gli ultimi 300 metri e, grazie a una breve deviazione verso ovest sul sentiero 5, tocchiamo la cima più alta dell’escursione alle ore 14:44.
- La discesa verso il Valico della Chiesola
Dalla vetta torniamo brevemente sui nostri passi fino al bivio, per poi iniziare la cavalcata finale sull’aerea cresta del sentiero 5. In un susseguirsi di vedute mozzafiato tocchiamo l’Anticima del Puzzillo (2122 m) alle 14:45, il Monte Cornacchia (2128 m) e infine il Monte Fratta (1878 m).
Da qui, la discesa conclusiva ci porta dritti al Valico della Chiesola (1670 m), punto d’arrivo dell’escursione dove avevamo precedentemente parcheggiato l’auto di recupero.
Scheda Tecnica dell’Escursione
⚠️ Nota logistica: Trattandosi di una traversata lineare (non ad anello), l’itinerario ha richiesto tre auto: una parcheggiata nei pressi del Valico della Chiesola (arrivo) e due a Campo Felice (partenza).
| Parametro | Dettaglio |
| Tempo totale | Circa 8 ore (soste incluse) |
| Distanza complessiva | 16,90 km |
| Dislivello positivo (+) | 1199 m |
| Dislivello negativo (-) | 1114 m |
| Ambiente | Cresta aperta, pietraie, selle carsiche, piste da sci |
| Principali vette toccate | Cimata di Pezza (Est e Ovest), Cimata del Puzzillo, Monte Puzzillo, Monte Cornacchia |



















