I SENTIERI “TERRE ALTE”
NEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA
di Filippo Di Donato
Terre Alte è un progetto nazionale del Club Alpino Italiano per la salvaguardia delle testimonianze umane in montagna e nasce come ricerca che interessa più discipline, quali l'antropologia, l'archeologia e la paleontologia. Si interviene in quanto l'esodo dalle campagne e dai paesi ha determinato l'abbandono di numerosi beni culturali ed insediamenti storici, condannati ad una rapida scomparsa. Case sparse, capanne pastorali, casolari, mulini, frantoi. Insieme a questi anche altri segni dell'opera dell'uomo quali terrazzamenti, sentieri, ponti, fontane, edicole, dipinti, canali di irrigazione, ecc… con le attività tradizionali: pastorizia, agricoltura e forestazione . Sono incalcolabili i danni che avvengono nel giro di pochi decenni. La proposta consente di conoscere e studiare, con l'escursionismo, molte testimonianze etnografico-culturali delle Terre Alte nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga . I sentieri abbracciano il Parco da un versante all'altro interessando i diversi ambiti montuosi. Tra gli obiettivi si vuole favorire il ritorno della presenza umana nei paesi montani, aiutando a comprendere il rapporto uomo-ambiente ed orientando le scelte verso forme di turismo sostenibile.
L'iniziativa ha comportato la individuazione e la descrizione di “Sentieri etnografico?culturali Terre Alte” del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga , da intendersi come contributo congiunto CAI?Parco Nazionale per il 2002 Anno Internazionale delle Montagne. Il CAI, con il Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti”, ha svolto una fase di ricerca e di studio sull'ambiente montano. Sono stati così “tematizzati” cinque sentieri già esistenti evidenziando le più indicative testimonianze etnografico-culturali delle Terre Alte del Gran Sasso, dei Monti della Laga e dei Monti Gemelli. I percorsi sono stati scelti in modo tale da poter cogliere con efficacia la quasi totalità della complessa identità culturale del territorio del Parco, comprendendo l'alto spessore di testimonianze ivi presenti, dalla preistoria sino ai giorni nostri. Gli elementi sono stati rilevati con le modalità previste dalla scheda “terre alte” utilizzata dal CAI. E' evidente il forte legame tra gli ambienti montani e la storia dell'uomo. Si tratta di zone che per secoli hanno svolto la funzione di aree di transito, di collegamento e di scambio tra differenti ambiti culturali. Il tutto si svolgeva attraverso un complesso sistema di vie di comunicazione che hanno caratterizzato un'epoca.
Nella individuazione di sentieri etnografico-culturali , secondo le indicazioni del Parco, è stato considerato l'insieme montuoso dell'area protetta caratterizzata da: Gran Sasso d'Italia, Monti della Laga e Monti Gemelli individuando i seguenti cinque sentieri (tre sul Gran Sasso d'Italia, uno sui Monti della Laga ed uno sui Monti Gemelli).
Gran Sasso d'Italia
- sentiero “ Castelli – Castel del Monte ” attraverso il versante meridionale del Parco, seguendo le tracce dei “ maiolicari ” di Castelli, superando Vado di Siella verso i paesi dell'aquilano; itinerario recuperato come tratto del Sentiero Italia.
- sentiero “ Isola del Gran Sasso – Castelvecchio Calvisio ” dalla luminosa Valle Siciliana, all'ombra delle grandi pareti, attraverso lo storico Vado di Corno, per l'ampio pianoro di Campo Imperatore verso i borghi della montagna.
- sentiero “ Pietracamela – Collebrincioni ” che dal “nido” degli “aquilotti del gran sasso”, recupera la via commerciale dei “ pretaroli ” che dal Valico della Portella , scendevano lungo i pendii innevati, verso Assergi e la Valle del Vasto per scendere fino all'Aquila; in parte Sentiero Italia.
Monti della Laga
- sentiero “ Teramo – Amatrice ” lungo la via dell'acqua e della pastorizia, tra mulini e stazzi, da una Regione all'altra sui pendii erbosi di una montagna che ha sempre unito.
Monti Gemelli
- sentiero “ Ripe di Civitella – Gole del Salinello – Macchia da Sole ” lungo suggestive gole tra geologia, natura e religiosità ; area montana poco conosciuta da scoprire per gli eremi ed il Castel Manfrino , luoghi “tra i due Regni” per l'incontro tra Stato Pontificio e Regno di Napoli.












