di Ester Licocci
Come ormai ogni venerdì, ci ritroviamo in sezione per decidere che fare nel fine settimana. Insieme si decide di andare ad Acquasanta Terme, alle gole del Rio Garrafo, per l'esattezza alla grotta dei Pipistrelli o Grotta Lunga.Come d'accordo eccoci qui al mattino pronti a partire, con i nostri zaini con attrezzature e caschi. Questa uscita è stata progettata per essere diversa
dalle altre, con tutto che la grotta è molto conosciuta, in quanto venne scoperta nella prima metà degli anni 80 dall'Associazione Speleologica Acquasantana, più volte esplorata. E' una grotta facile, presenta uno sviluppo sub-orizzontale, con un pozzetto di 8 metri appena dopo l'entrata e poi un percorso fatto di saltini e meandri e cascatelle interne. Come dicevo prima quest'uscita sarà differente dalle altre, poichè sotto la supervisione di Andrea M., io Sara e Claudio, inizieremo il nostro percorso per divenire autonomi nell'armo di una grotta. Arrivati al solito posto dove lasciamo le macchine, il cielo sembra sereno, ma qualche timore di un eventuale acquazzone c'è, ma ci vestiamo e affrontiamo il sentiero che porta all'ingresso della grotta. Gli alberi in questo periodo sono un fermento di insetti che cercano nuovi fiori appena sbocciati, tanti colori nuovi stanno dipingendo il sentiero, unito a tanti profumi di fiori che si aprono. Saliamo il sentiero fino ad arrivare ad un bivio, dove procediamo discendendo verso il fiume, ad un certo punto la discesa si fà più scoscesa e priva di sentiero così decidiamo di mettere una corda per assicurarci e qui il mio primo armo su di un albero, al quale fiduciosa mi appendo per arrivare al secondo punto di sosta, dopo di me scendono anche gli altri. Qui tocca a Claudio finire di assicurare la corda per permetterci di scendere ancora. Dopo altri 3 soste e messe altre corde arriviamo all'ingresso. Come sempre l'aria che troviamo all'entrata ci rinfresca il viso, procediamo lungo il primo tratto della grotta che ci porta sopra il pozzetto. Ora tocca a Sara, si appende e sotto la vigle guida di Andrea, prepara il nodo necessario e lo sistema sui moschettoni, piano piano inizia a scendere....arrivata sul fondo, la seguiamo uno alla volta pronti a tuffarci in questa oscurità primordiale. La grotta ci accoglie benevola, camminiamo, in alcuni punti scendiamo degli scivoletti, sempre accompagnati da un piccolo fiumiciattolo d'acqua. Siamo quasi a metà quando Andrea ad un certo punto ci annuncia che ci sarà da bagnarci.Siamo arrivati in due punti dove troviamo delle strettoie allagate, superarle richiede unghie forti, e muscoli delle gambe ben allenati nelle spaccate!Una delle due vaschette viene chiamata dagli speleologi frequentatori della grotta "bidet", quindi vi lascio immaginare cosa potrebbe accadere!! Ma siamo bravi e superiamo anche questo piccolo ostacolo, ci ritroviamo nella parte che passa sotto il letto del fiume Garrafo, sempre accompagnati dal fiumiciattolo dell'entrata. Proseguiamo verso il fondo, fino ad arrivare ad un bellissima cascata che copre la metà del nostro percorso. I ragazzi decidono di proseguire, sprezzanti dell'acqua gelida che li bagnerà per arrivare al fondo. Io e Sara decidiamo di aspettarli prima, sedute tranquille, a goderci la voce della grotta fatta del solo rumore dell'acqua che scorre e cade infrangentosi sulle rocce. Dopo una quindicina di minuti eccoci di nuovo tutti insieme, a riprendere la strada del ritorno. Come sempre mi accade, al ritorno sembra di percorrere un altra grotta, sporgenze nuove, appigli che in discesa non si vedevano. Le vaschette di prima ora sono affrontate passandoci dentro, e l'acqua fa sentire la sua temperatura tutt'altro che primaverile! Sorpassiamo anche i due scivoletti e eccoci sotto il pozzetto che ci porta all'uscita, uno alla volta risaliamo, l'ultima ritira la corda, si smonta tutto. Ci avviamo verso l'esterno, come sempre si sente la differenza di temperatura, risaliamo anche il pendio scosceso recuperando di volta in volta le corde usate. Con Sara ad un certo punto ci troviamo sul sentiero, e davanti a noi si apre uno spettacolo meraviglioso, tutta la vallata sottostante, con un cielo azzurro per sfondo. Peccato non aver la macchinetta fotografica!Ci raggiungono anche Andrea e Claudio e ci dirigiamo sul sentiero principale che ci riscenderà alle macchine. Purtroppo il tempo si stà guastando, nuovoloni neri si avvicinano. Cerchiamo di sbrigarci, arriviamo alla macchina che arrivano i primi goccioloni. Apriamo gli sportelli, il portellone, sotto le piante di tiglio, tempo per cambiarci e indossare panni asciutti e siamo in macchina diretti verso un buon panino e bicchiere di birra. Il tempo decide di non essere clemente e sulla via del ritorno ci accompagna un temporale. Ma non importa, la giornata è stata bella e stancante, come sempre la grotta da delle emozioni uniche e irripetibili. La prossima volta, ci ripromettiamo che dopo l'uscita andremo a rilassarci nelle calde acque termali che a valle si congiungono con fiume che passa per Acquasanta, facendoci coccolare dall'idromassaggio di una cascata nella grotta naturale poco sotto il paese.


















