Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) è una Sezione particolare del Club Alpino Italiano nato ufficialmente il 12 dicembre 1954, come suo organo tecnico centrale.
È composto di circa 7.000 tecnici che operano prevalentemente lungo l'arco alpino e la dorsale appenninica. La struttura territoriale si compone di 21 Servizi Regionali, 28 Delegazioni Alpine con 232 Stazioni e 14 Delegazioni Speleologiche con 29 Stazioni di Soccorso, distribuite generalmente secondo le province interessate dalle zone montuose, che hanno direttamente la responsabilità operativa sul campo. Queste strutture sono in contatto diretto ed operano congiuntamente secondo le diverse necessità e le varie tipologie degli interventi.
L'attività addestrativa, molto intensa, si svolge seguendo programmi consolidati messi a punto dalle Scuole Nazionali alle quali è demandata la formazione dei vari operatori tecnici.
Il grande impegno del C.N.S.A.S. è stato riconosciuto anche dallo Stato italiano che, con precise leggi, ne ha favorito l'attività. In particolare sono da ricordare le leggi n° 91 del 1963 e n° 776 del 1985), la legge del 18 febbraio n° 162.
La legge 21 marzo 2001, n° 74 tra l'altro riconosce: “ il valore di solidarietà sociale e la funzione di servizio di pubblica utilità del C.N.S.A.S. del C.A.I. ”, mentre quella istitutiva del Servizio Nazionale della Protezione Civile, legge 24 febbraio 1992 n° 225, ricomprende tra le strutture operative nazionali anche il C.N.S.A.S.
La Stazione di Teramo è composta da 18 tecnici così suddivisi:
Capo Stazione
Vice Capo Stazione
Tecnici di elisoccorso (4)
Unità cinofile da ricerca in superficie e valanga (2)
Tecnici (10)
Oltre alla normale reperibilità per qualsiasi emergenza, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta alle chiamate di soccorso sul versante Teramano del Gran Sasso, che costituisce una delle zone più frequentate nel periodo estivo, ci si è dotati di una base operativa ai Prati di Tivo, sita presso la ex Casa Cantoniera della Provincia di Teramo, dove, nei fine settimana del periodo giugno/settembre sono costantemente presenti 2 Tecnici di Soccorso Alpino
COSA FARE IN CASO DI SOCCORSO
Per un intervento tempestivo ed efficace è fondamentale avere sempre memorizzati i numeri telefonici o eventualmente i canali radio ai quali indirizzare una richiesta di aiuto.
Il numero dell'emergenza sanitaria 118 è ormai una realtà per richiedere l'intervento del Soccorso Alpino, è facile da ricordare e garantisce un buono standard d'efficienza. E' indispensabile specificare all'operatore d'allertare immediatamente le squadre del CNSAS, abbreviando così i tempi d'intervento.
Ormai da diversi anni la Regione Abruzzo ha attivato il servizio di eliambulanza, con le due basi aeree dell'Aquila e di Pescara. In seguito ad una convenzione tra Regione e CNSAS questo servizio si è esteso al soccorso in montagna. Un tecnico di elisoccorso del CNSAS abruzzese è parte integrante dell'equipaggio dell'eliambulanza, con competenze specifiche per il soccorso alpino. Di conseguenza tutto il territorio abruzzese è coperto in modo tempestivo ed efficace. Per ottimizzare il servizio in Abruzzo è attivo un numero verde gestito direttamente da tecnici del Soccorso Alpino. E' attivo 24 ore e vi risponde personale con competenze specifiche riguardo al soccorso in montagna ed accurata conoscenza del territorio. Il numero verde è sicuramente il tramite più efficiente e rapido per chiedere assistenza in caso di necessità.
Il numero cui fare riferimento per il soccorso in montagna è quello dell'emergenza sanitaria:
118
Per l'Abruzzo è attiva una centrale operativa del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo con il numero verde valido in tutta la regione 24 ore
800 25 82 39
Non abbiate scrupolo a contattare il Soccorso Alpino anche in situazioni che non siano necessariamente drammatiche: problemi di orientamento, maltempo, piccoli incidenti se affrontati tempestivamente possono essere risolti senza ulteriori complicazioni. Avere pudore nel chiedere aiuto non è sempre un comportamento saggio.
Per quanto riguarda i canali radio VHF bisogna constatare purtroppo la mancanza di una legge che regolamenti la materia, senza essere punitiva come l'attuale. Attualmente, infatti, non è previsto un canale radio d'emergenza e soccorso per il territorio montano. Qualcuno si è comunque organizzato attivando anche solo su base locale e temporanea un canale radio che risponde a richieste di assistenza e soccorso, in verità in modo abusivo ed illegale.
IMPORTANTE IN CASO D'INCIDENTE
E' fondamentale mantenere la calma e agire con lucidità. Rendetevi conto prima di tutto di quello che è successo, la confusione è una costante nelle situazioni difficili.
Prestate un primo soccorso alla o alle persone infortunate secondo le vostre possibilità e la gravità delle loro condizioni, anche solo delle parole di conforto con un tono rassicurante sono molto importanti.
Se si tratta di travolti da una valanga operate immediatamente una ricerca vista/udito e una ricerca con l'ARVA. I tempi per salvare i sepolti sono ridottissimi e il soccorso organizzato può arrivare troppo tardi, anche disponendo dell'elicottero.
Contemporaneamente allertate il 118 o meglio il numero verde del soccorso 800258239 (se siete in Abruzzo) seguendo queste indicazioni:
Comunicate le vostre generalità ed il numero del telefono da cui chiamate.
Date notizia sul tipo d'incidente ed il luogo esatto dove questo è accaduto.
Specificate il numero degli infortunati e le loro condizioni (se sono coscienti o meno, se hanno emorragie, fratture, traumi cranici o toracici, ecc.).
Informate sulle condizioni meteo (nebbia, vento e visibilità in generale) e se vi sono cavi di teleferiche o linee elettriche nelle vicinanze.
Non terminate la comunicazione senza l'assenso dell'operatore.
Una volta agganciato lasciate libero il telefono dal quale avete chiamato per consentire ai soccorritori eventuali comunicazioni.
Durante l'attesa dei soccorritori:
Se possibile posizionare l'infortunato su un tratto pianeggiante lontano da pareti incombenti, alberi, linee elettriche, cavi o tralicci in genere.
Coprite bene l'infortunato con indumenti caldi e/o un telo termico.
Fermate saldamente o eliminate tutto ciò che la corrente d'aria del rotore dell'elicottero possa fare volare via (attenti al telo termico!).
Allontanate con decisione tutti i curiosi e le persone non strettamente necessarie.
Quando arrivano l'elicottero o le squadre di soccorso a piedi segnalate chiaramente la vostra posizione allargando le braccia al cielo a croce e rimanete fermi, possibilmente con il vento alle vostre spalle per favorire l'atterraggio dell'elicottero.
Quando l'elicottero si avvicina ed atterra non vi avvicinate mai all'apparecchio.
Attenzione ai rotori, specialmente a quello di coda, attenzione soprattutto a non avvicinarvi al mezzo da monte, qui le pale dei rotori possono lambire il suolo. Non prendete iniziative, aspettate che sia il personale dell'elicottero a dirvi come muovervi intorno al mezzo.
Se al contrario non siete voi ad avere bisogno di aiuto e un elicottero vi sorvola ripetutamente a bassa quota alzate al cielo un braccio solo, è questo il segnale per comunicare che non si ha bisogno di nulla.












